Cos’è l’Ecobonus
L’Ecobonus è la detrazione per i lavori che riducono i consumi di energia di un edificio esistente: cappotto termico, nuovi serramenti, pompe di calore, pannelli solari per l’acqua calda e altri interventi di efficienza energetica. Possono usarlo le persone, anche con partita IVA, le società e i condomini per le parti comuni.
Quanto vale nel 2026
- 50% per l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale;
- 36% negli altri casi;
- detrazione in 10 rate annuali di pari importo;
- per ogni tipo di intervento la legge fissa una detrazione massima, per esempio 60.000 euro per cappotto, coperture e serramenti, 30.000 euro per la sostituzione degli impianti di riscaldamento e 100.000 euro per la riqualificazione energetica globale.
Nel 2027 le percentuali scendono al 36% e al 30%. Le vecchie aliquote del 65%, 70% e 85% non sono più in vigore. Fonti: Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e guide dell’Agenzia delle Entrate. Le regole possono cambiare: prima di iniziare i lavori verifichiamo insieme quelle in vigore.
Quali lavori rientrano
- isolamento termico di pareti, coperture e pavimenti (cappotto);
- sostituzione di finestre e infissi;
- schermature solari;
- pompe di calore e sistemi ibridi, cioè una pompa di calore abbinata a una caldaia a condensazione;
- generatori di calore a biomassa;
- pannelli solari per la produzione di acqua calda e scaldacqua a pompa di calore;
- sistemi di building automation per gestire a distanza gli impianti.
Dal 1° gennaio 2025 non rientrano più le caldaie alimentate solo a combustibili fossili, comprese quelle a condensazione a gas usate da sole.
Requisiti e documenti
- l’edificio deve essere esistente e, per la maggior parte degli interventi, dotato di impianto di riscaldamento;
- materiali e impianti devono rispettare i requisiti tecnici fissati dalla legge, per esempio la trasmittanza termica degli infissi;
- per alcuni interventi servono l’asseverazione di un tecnico abilitato e l’attestato di prestazione energetica (APE) dopo i lavori;
- comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori;
- pagamento con bonifico “parlante” bancario o postale, con la norma di riferimento, il codice fiscale di chi chiede la detrazione e la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento;
- fatture e ricevute dei pagamenti.
Il ruolo del geometra
Verifichiamo quali interventi convengono e quale detrazione si applica, prepariamo la pratica edilizia quando serve, l’APE, l’asseverazione per gli interventi che la richiedono e la comunicazione all’ENEA.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra Ecobonus e Bonus Casa?
Il Bonus Casa riguarda i lavori di ristrutturazione in generale; l’Ecobonus i lavori di risparmio energetico, con requisiti tecnici più precisi e la comunicazione all’ENEA. Nel 2026 le percentuali sono le stesse (50% e 36%), ma i limiti di spesa sono diversi: per alcuni lavori conviene uno, per altri l’altro.
Posso sostituire la caldaia con l’Ecobonus?
Sì, se la nuova soluzione non è una caldaia alimentata solo a combustibili fossili: per esempio una pompa di calore, un sistema ibrido o un generatore a biomassa. Le caldaie a gas da sole sono escluse dal 2025.
Le finestre nuove rientrano?
Sì, se delimitano ambienti riscaldati e rispettano i valori di trasmittanza termica previsti per la tua zona climatica.
Entro quando va fatta la comunicazione all’ENEA?
Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul portale dell’ENEA. Ce ne occupiamo noi con la Pratica ENEA.
Si può avere lo sconto in fattura o cedere il credito?
No. Dal 17 febbraio 2023 sconto in fattura e cessione del credito non sono più ammessi, salvo pochi casi particolari previsti dalla legge: la detrazione si usa nella dichiarazione dei redditi.
Come posso avere maggiori informazioni?
Compila il modulo di contatto o chiamaci: ti diciamo gratuitamente quale pratica serve e se i tuoi lavori rientrano nel bonus.
