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Decreto Salva Casa

Le novità del Decreto Salva Casa per regolarizzare le piccole difformità, cambiare destinazione d’uso e dimostrare lo stato legittimo dell’immobile.

Decreto Salva Casa

Cos’è il Decreto Salva Casa

Il Decreto Salva Casa (D.L. 29 maggio 2024, n. 69, convertito dalla Legge 24 luglio 2024, n. 105) ha modificato il Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) per semplificare la regolarizzazione delle piccole difformità e rendere più facile dimostrare lo stato legittimo degli immobili. Nel 2025 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato le linee guida per applicarlo.

Le novità principali

  • Stato legittimo più semplice: per dimostrarlo può bastare il titolo edilizio che ha disciplinato l’ultimo intervento sull’intero immobile o sulla singola unità, se in quell’occasione il Comune ha verificato i titoli precedenti;
  • Tolleranze costruttive più ampie: per i lavori realizzati entro il 24 maggio 2024, le differenze di misura rispetto al progetto non sono abusi se restano entro una percentuale che va dal 2% per le unità più grandi al 6% per quelle sotto i 60 metri quadrati;
  • Sanatoria per le parziali difformità e le variazioni essenziali (nuovo art. 36-bis): basta la conformità alle norme urbanistiche di oggi e a quelle edilizie del momento in cui l’opera è stata realizzata; se il Comune non risponde entro 45 giorni (30 per la SCIA), la domanda si intende accolta;
  • Cambio di destinazione d’uso più facile: per le singole unità immobiliari nelle zone A, B e C è ammesso il passaggio tra residenziale, turistico-ricettivo, produttivo e direzionale e commerciale, alle condizioni previste dalla legge e dagli strumenti urbanistici del Comune;
  • Recupero dei sottotetti più semplice: è ammesso, nei limiti delle leggi regionali, anche quando non si possono rispettare le distanze minime attuali, purché si rispettino quelle vigenti quando l’edificio è stato costruito e non cambino forma e superficie del sottotetto né l’altezza massima dell’edificio;
  • Nuove opere in edilizia libera: vetrate panoramiche amovibili (VEPA) su balconi e logge, tende, pergotende e pergole bioclimatiche con le caratteristiche indicate dalla legge;
  • Requisiti igienico-sanitari più flessibili per l’agibilità di alcune unità, con altezza minima di 2,40 metri e monolocali da 20 metri quadrati, a determinate condizioni.

Cosa non fa

Il Salva Casa non è un condono: le opere realizzate senza alcun titolo o in totale difformità restano soggette alle regole ordinarie, cioè alla sanatoria con doppia conformità (art. 36). Non prevede incentivi per il risparmio energetico e non accelera in generale i permessi edilizi: semplifica soprattutto la regolarizzazione delle difformità più piccole.

In Toscana

In Toscana il decreto si applica insieme alla legge regionale 65/2014 e ai regolamenti edilizi comunali, che in alcuni casi fissano condizioni proprie. Per questo ogni situazione va verificata sui documenti del Comune.

Come ti aiutiamo

  • accesso agli atti e ricostruzione dello stato legittimo dell’immobile;
  • rilievo e confronto con i progetti approvati;
  • verifica delle difformità che rientrano nelle tolleranze;
  • pratica di sanatoria o SCIA per regolarizzare le altre, con il calcolo delle somme da versare;
  • aggiornamento catastale e, se serve, pratica per il cambio di destinazione d’uso.

Domande frequenti

Sul prezzo si aggiunge l’IVA?

No. Lo studio applica il regime forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014), quindi sulle prestazioni non si applica l’IVA.

Ci sono altri costi aggiuntivi?

Al prezzo si aggiungono le spese accessorie, come i diritti di segreteria, le sanzioni e gli eventuali oneri richiesti dal Comune per la sanatoria, oltre all’aggiornamento catastale e, se servono lavori, alla direzione dei lavori.

Il Salva Casa è un condono?

No. Semplifica la regolarizzazione delle piccole difformità e delle parziali difformità, ma non sana le opere costruite senza titolo.

Cosa sono le tolleranze costruttive?

Sono le piccole differenze di misura tra progetto e realtà che la legge non considera abusi. Per i lavori eseguiti entro il 24 maggio 2024 vanno dal 2% al 6%, in base alla superficie dell’unità immobiliare.

Posso trasformare un negozio in abitazione?

Spesso sì: il Salva Casa facilita il cambio di destinazione d’uso delle singole unità nelle zone A, B e C, ma il Comune può fissare condizioni e l’abitazione deve comunque avere i requisiti igienico-sanitari. Lo verifichiamo sul tuo immobile.

Quanto tempo serve per una sanatoria?

Con la nuova sanatoria il Comune deve rispondere entro 45 giorni per il permesso in sanatoria e 30 per la SCIA; se non risponde, la domanda si intende accolta. Nelle zone vincolate i tempi si allungano per il parere paesaggistico.

Quali documenti devi fornirci?

Planimetria e visura, i dati della proprietà e i documenti d’identità, e gli eventuali progetti o titoli edilizi che hai già.

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